Storia dell'Art Déco
Usciti dalla guerra, i primi anni sono di disorientamento visto il forzato isolamento culturale che si era avuto durante la stessa.
La prima parte del decennio '20 – '30, trascorre con molte incertezze ma con un forte fermento.
Si rielaborano i modelli dello stile precedente; i mobili sono pieni di intarsi e fiori derivanti dallo stile liberty, e ancora troppo ricchi di bronzi.
Questo periodo di introduzione e di preparazione alle nuove forme esploderà con tutta la sua forza negli ultimi tre quattro anni degli anni '20.
La linea del mobile diventa rigida ordinata e simmetrica; il nero e l'oro diventano i colori predominanti; le grandi superfici lisce lasciano lo spazio per le decorazioni centrali come riquadri ovali o quadrati a scacchi; le lastronature, sempre più esotiche, vengono poggiate con sapiente maestria, (spina di pesce, raggiera), in modo da dare al mobile una particolare e rigorosa raffinatezza; le figure di uomini e donne, e animali sono appiattite e leggermente stilizzate.
Se vogliamo c'è un ritorno all'ordine. La simmetria di archi, colonne e capitelli greci e romani viene studiata dall'artista dell'epoca; che conseguentemente li riporta sul mobile con piacevole efficacia.
L'etimologia del nome del periodo storico deriva proprio dall'esposizione internazionale di arti decorative tenutasi a Parigi nel 1925 (ART – DECOratifs). Termine che viene appunto coniato in francia solo negli anni '60, con la rivalutazione di questo stile.